Split payment: basta l’iscrizione nell’indice delle PA

Con la risposta a interpello n. 320 del 01/06/2022, l’Agenzia delle Entrate ha fornito chiarimenti sull’applicazione del meccanismo dello split payment.
IL CASO
Nel caso di specie, una federazione sportiva nazionale, a seguito di una sentenza della Corte dei Conti, non è più stata inserita dall’ISTAT nell’elenco delle Pubbliche Amministrazioni (P.A.), come definite dall’art. 1 comma 2 della L. 196/2009. Tuttavia, tale soggetto risulta ancora iscritto nell’Indice dei domicili digitali della Pubblica Amministrazione e dei Gestori di Pubblici Servizi (IPA).
Nelle more della cancellazione dall’IPA, dunque, la federazione ha continuato ad assolvere l’IVA sugli acquisti con il meccanismo dello split payment (art. 17-ter del DPR 633/72).
LA RISPOSTA DELL’AGENZIA
Premesso che:
L’ambito delle P.A. interessate dalla disciplina dello split payment coincide con quello delle amministrazioni che applicano le norme in materia di fatturazione elettronica obbligatoria, di cui all’art. 1 commi 209-214 della L. 244/2007:
<I soggetti indicati ai fini statistici dall’ISTAT nell’elenco pubblicato nella Gazzetta Ufficiale entro il 30 settembre di ogni anno, ex art. 1 comma 3 della L. 196/2009;
<Le Autorità indipendenti;
<Le amministrazioni autonome;
<I soggetti di cui all’art. 1 comma 2 del DLgs. 165/2001.


Sono esclusi dall’applicazione delle sullo split payment, invece, gli enti pubblici gestori di demani collettivi, limitatamente alle cessioni di beni e alle prestazioni di servizi afferenti alla gestione dei diritti collettivi di uso civico (art. 17-ter comma 1- quinquies del DPR 633/72);


Per l’individuazione delle P.A. tenute ad applicare la scissione dei pagamenti, occorre fare riferimento all’elenco pubblicato sul sito dell’Indice delle Pubbliche Amministrazioni, senza considerare i soggetti classificati nella categoria dei “Gestori di pubblici servizi”;


La federazione sportiva nazionale, essendo ancora iscritta nell’IPA, deve continuare ad applicare l’IVA con il meccanismo dello split payment, anche per assicurare certezza giuridica ai suoi fornitori, con riguardo alle operazioni per le quali è emessa fattura anteriormente all’avvenuto aggiornamento dell’elenco stesso.”

Online il portale incentivi.gov.it

Online il portale incentivi.gov.it, un motore di ricerca che ha l’obiettivo di far conoscere e promuovere, in modo semplice e veloce, gli incentivi finanziati dal Ministero dello sviluppo economico, compresi quelli previsti dal PNRR, ad aspiranti imprenditori, alle imprese nuove e a quelle già attive, ai liberi professionisti, a enti e istituzioni.
“É uno strumento agile e diretto a disposizione degli imprenditori che, con coraggio, creano nuove attività e per le quali possono richiedere agevolazioni per realizzare gli investimenti”, ha dichiarato il ministro Giorgetti. “Navigando nella piattaforma – prosegue il ministro – si possono trovare tutte le informazioni utili sugli incentivi del Mise. Una bussola che permette di orientarsi tra le agevolazioni
previste da bandi e provvedimenti dedicati allo sviluppo del tessuto produttivo del Paese. È un’opportunità – conclude Giorgetti – per realizzare idee e progetti imprenditoriali, investire in competitività, valorizzare il territorio, coltivando e concretizzando i sogni imprenditoriali”.
Dall’home page del portale, grazie ad una dettagliata classificazione delle varie misure e a procedure guidate, si può trovare o scegliere l’incentivo seguendo uno dei quattro percorsi:
-per profilo, adatto ad aspiranti imprenditori, imprese e professionisti, enti o cittadini;
-per parola chiave;
-per categorie di interesse, ad esempio startup, innovazione, digitalizzazione;
esplorando l’intero catalogo anche con l’uso dei filtri.

Ogni incentivo selezionato è corredato da una scheda sintetica, con le informazioni di dettaglio, che riporta in sintesi la misura, a chi si rivolge, cosa prevede, la data di chiusura e apertura del bando, la tipologia d’impresa che può richiedere il contributo, le specifiche tecniche e i costi ammessi, l’ambito territoriale, le indicazioni per consultare la modulistica necessaria e i riferimenti per agevolare la
compilazione della domanda.

In una prima fase il portale consente di trovare tutte le misure del Ministero dello sviluppo economico in continua interrelazione con il sito del Mise mentre in una seconda fase sarà aperto anche alle misure e le sovvenzioni di altre amministrazioni centrali o degli enti territoriali. È infine prevista un’area riservata alle pubbliche amministrazioni per offrire report e dati aggiornati utili alla programmazione e alla conoscenza dello stato delle misure in tempo reale.

Bonus tessile e moda 2021 – istanze entro il 10/06/2022

Per poter fruire della “proroga” del “bonus tessile e moda” sul periodo d’imposta in corso al 31/12/2021 (periodo 2021, per i soggetti “solari”) è necessario trasmettere apposita istanza telematica entro il 10 giugno 2022.
Il credito d’imposta è pari al 30% del valore delle rimanenze finali 2021 che eccede la media del triennio 2018 – 2020 e potrà essere utilizzato in compensazione entro il 31/12/2022.
Al fine di sostenere le imprese del settore tessile/moda e delle calzature/pelletteria, il DL 34/2020 ha previsto un credito d’imposta nella misura del 30% del valore delle rimanenze finali di magazzino, eccedente la media del medesimo valore registrato nei 3 anni precedenti a quello di spettanza del beneficio.
Per accedere al credito d’imposta, utilizzabile solo in compensazione nel mod. F24, occorre comunicare detto “incremento di valore delle rimanenze finali di magazzino”, al fine di consentire l’individuazione, nei limiti delle risorse disponibili, della quota effettivamente fruibile del credito.
Per le imprese non soggette a revisione legale (prive di collegio sindacale) la certificazione della consistenza delle rimanenze va resa da parte di un revisore legale dei conti/società di revisione.
La comunicazione va inviata con modalità telematiche, direttamente dal contribuente o tramite intermediario abilitato dal 10 maggio 2022 al 10 giugno 2022, con riferimento al periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2021.
Il credito è riconosciuto esclusivamente nell’ambito della Sez. 3.1 del “Quadro temporaneo” degli aiuti di stato, senza potersi avvalere dei maggiori massimali previsti dalla Sez. 3.12. La misura agevolativa è stata autorizzata con decisione della Commissione UE C(2021).
La comunicazione da presentare dal 10 maggio al 10 giugno 2022, con riferimento al periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2021, è stata modificata a seguito dell’approvazione (Provv. del 27/04/2022) del modello di autodichiarazione generale del rispetto dei requisiti del “Quadro temporaneo”.
In particolare, la dichiarazione sostitutiva presente nella prima versione della comunicazione è stata sostituita con una dichiarazione sostitutiva molto semplificata avente ad oggetto unicamente il rispetto dei requisiti previsti dalla Sez. 3.1 del “Quadro temporaneo”.

Pertanto, la dichiarazione sostitutiva contenuta nella versione aggiornata della comunicazione non ha più un effetto “sostitutivo” dell’autodichiarazione generale (che dovrà essere resa utilizzando l’apposito modello recentemente approvato).
Le altre modifiche apportate alla comunicazione sono:
-l’introduzione di appositi campi per indicare l’importo che il beneficiario intende restituire, tramite riduzione del bonus tessile, in caso di fruizione degli aiuti di Stato elencati all’art. 1, co. 13, DL n. 41/2021 in misura eccedente i massimali pro tempore vigenti di cui alle Sez. 3.1 e 3.12 del TF;
-adeguamento nella dichiarazione sostitutiva del nuovo massimale applicabile di cui alla Sez. 3.1 (€. 2.300.000 per i settori diversi da quelli della agricoltura/pesca);
-introduzione di ulteriori codici attività per i quali è riconosciuta l’agevolazione, a seguito dell’estensione dell’ambito soggettivo dell’agevolazione operata dall’art. 3, comma 3, del DL n. 4 del 2022.
BENEFICIARI
Imprese operanti nell’industria tessile e della moda, della produzione calzaturiera e della pelletteria (settore tessile, moda e accessori), di cui ai seguenti codici Ateco:
quelli individuati dal DM 27 luglio 2021 (v. RF 102/2021) unitamente ai seguenti codici (aggiunti dall’art. 3, co. 3, DL 4/2022, “Sostegni-ter”) 47.51 “Commercio al dettaglio di prodotti tessili in esercizi specializzati” e 47.71 “Commercio al dettaglio di articoli di abbigliamento in esercizi specializzati”, 47.72 “Commercio al dettaglio di calzature e articoli in pelle in esercizi specializzati”.
CREDITO
“Credito teorico”: assumendo il valore delle rimanenze di magazzino ex art. 92, co. 1, Tuir, per ciascun periodo interessato il credito d’imposta è pari al:
30% della eccedenza di valore tra le rimanenze finali 2021 e la media del medesimo valore registrato nei 3 periodi d’imposta precedenti (2018- 2020).
“Credito effettivo”: un apposito Provvedimento stabilità la percentuale da applicare a tale importo in base delle domande presentate ed alle risorse stanziate (per il credito 2020 è spettato il 64,2944% del bonus “teorico” – Provv. 28/11/2021).
Assenza di incremento: nei singoli periodi, in caso di eventuale assenza di incremento, non spetterà il credito d’imposta. Criteri di valutazione: metodi e criteri (costo specifico, LIFO, ecc.) applicati per valutare le rimanenze finali 2021 devono essere omogenei con quelli utilizzati nei periodi 2018-2020.
ISTANZA
Per la “prenotazione” del credito è prevista la presentazione di una apposita istanza telematica. A tal proposito il Provv. n. 262282 dell’11/10/2021 l’Agenzia ha approvato il modello da utilizzare:
per comunicare l’incremento del valore delle rimanenze finali di magazzino rispetto alla media del triennio precedente che dà diritto al credito d’imposta, per consentire un monitoraggio dell’esborso da
parte dell’Erario.
La comunicazione deve essere inviata esclusivamente con modalità telematiche, direttamente dal contribuente o tramite intermediario abilitato a Entratel, entro il 10 giugno 2022.
Nota: entro 5 gg è rilasciata una ricevuta che ne attesta la presa in carico, ovvero lo scarto, con l’indicazione delle relative motivazioni. La ricevuta viene messa a disposizione del soggetto che ha trasmesso la comunicazione, nell’area riservata del sito internet dell’Agenzia delle Entrate.

ISA 2021 – chiarimenti Agenzia

Con la CM 18/E del 25/05/2022, l’Agenzia delle Entrate analizza gli elementi peculiari degli indici sintetici di affidabilità fiscale (ISA) per il periodo d’imposta 2021, che si caratterizzano per poche modifiche rispetto a quelli dell’anno scorso, con cui si pongono in sostanziale continuità.
ll processo evolutivo e di aggiornamento dello strumento, come nel 2020 (CM 6/E/2021) ha dovuto tener conto degli effetti di natura straordinaria della crisi economica e dei mercati conseguente all’emergenza sanitaria, e quindi, a prevedere per l’annualità 2021 ulteriori ipotesi di esclusione dell’applicabilità. In sostanza, rappresenta la logica prosecuzione del percorso metodologico intrapreso lo scorso anno, mantenendo però ferme le indicazioni fornite nei tre anni precedenti di vita del giovane strumento di compliance, che hanno ampiamente chiarito i meccanismi di funzionamento.
In relazione agli interventi straordinari, l’Agenzia ricorda che l’obiettivo che ha maggiormente caratterizzato le lavorazioni degli ISA degli ultimi due anni è stato quello di intercettare, come previsto dall’art. 148 del DL 34/2020, gli effetti di natura straordinaria della crisi economica e dei mercati conseguente al perdurare dell’emergenza da COVID-19.
Con il DM 29/04/2022 sono stati quindi approvati i correttivi che adeguano il funzionamento degli indicatori elementari agli effetti negativi determinatisi per effetto dell’emergenza sanitaria.
NUOVE CAUSE DI ESCLUSIONE CAUSA COVID
Sono state introdotte nuove cause di esclusione riferite ai soggetti che più hanno subito gli effetti economici negativi indotti della pandemia, “recuperandole” da quanto era già stato previsto l’anno scorso. Con i DM 21/03/2022 e 29/04/2022 è stato previsto che gli ISA non trovino applicazione per i contribuenti che:
– hanno subito una diminuzione dei ricavi (art. 85, co. 1, Tuir, esclusi quelli di cui alle lett. c), d) ed e)) o dei compensi (art. 54, co. 1 Tuir) di almeno il 33% nel periodo d’imposta 2021 rispetto al periodo d’imposta 2019 (periodo “pre-pandemico”)
– hanno aperto la partita IVA a partire dal 1° gennaio 2019;
– esercitano, in maniera prevalente, le attività economiche individuate da specifici codici attività.

NOVITA’ MODELLI
Si segnala la presenza nel mod. CG61U (intermediari del commercio) dell’informazione relativa alle “Deduzioni forfetarie art. 66, co.4, T.U.I.R.” richiesta nel rigo C55 del Quadro C “Elementi specifici dell’attività”; finalizzato a determinare correttamente il calcolo dell’indicatore di anomalia “Incidenza dei costi residuali di gestione sui ricavi, al netto delle deduzioni forfetarie” (i “costi residuali di gestione” vengono decurtati dell’importo delle deduzioni forfetarie spettanti a tali contribuenti, ove in regime di contabilità semplificata).
Per alcuni modelli è, poi, stato introdotto il quadro E “Dati per la revisione”, con cui sono richieste ulteriori informazioni, non rilevanti ai fini del calcolo dell’ISA 2022, ma utili per le attività di analisi correlate alle evoluzioni degli indici futuri.

REGIME PREMIALE
Infine, riguardo al regime premiale, il documento di prassi rimanda alle indicazioni contenute nel Provv. 27/04/2022 con cui sono state individuate le condizioni in presenza delle quali vengono riconosciuti i benefici premiali previsti per il periodo d’imposta 2021.
Si ricorda che tali benefici riguardano:

  1. l’esonero dall’apposizione del visto di conformità per la compensazione di crediti per un importo non superiore a 50mila euro annui relativamente all’Iva e per un importo non superiore a 20mila euro annui relativamente alle imposte dirette e all’Irap
  2. l’esonero dall’apposizione del visto di conformità ovvero dalla prestazione della garanzia per i rimborsi dell’imposta sul valore aggiunto per un importo non superiore a 50mila euro annui
  3. l’esclusione dell’applicazione della disciplina delle società non operative prevista dall’articolo 30 della legge n. 724/1994, anche ai fini di quanto disposto dall’articolo 2, secondo periodo del comma 36-decies, del Dl n. 138/2011
  4. l’esclusione degli accertamenti basati sulle presunzioni semplici (articolo 39, primo comma, lettera d), secondo periodo, Dpr n. 600/1973, e articolo 54, secondo comma, secondo periodo, Dpr n. 633/1972)
  5. l’anticipazione di almeno un anno, con graduazione in funzione del livello di affidabilità, dei termini di decadenza per l’attività di accertamento previsti dall’articolo 43, comma 1, del Dpr n. 600/1973, con riferimento al reddito di impresa e di lavoro autonomo, e dall’articolo 57, comma 1, del Dpr n. 633/1972
  6. l’esclusione della determinazione sintetica del reddito complessivo (articolo 38, Dpr n. 600/1973), a condizione che il reddito complessivo accertabile non ecceda di due terzi il reddito dichiarato.

In caso di multiattività, per accedere alle suddette agevolazioni è necessario che:

ove il contribuente consegua redditi di impresa e di lavoro autonomo, applichi gli indici per entrambe le categorie reddituali

ove il contribuente applichi 2 diversi indici (o il medesimo indice applicato sia per l’attività di impresa che per quella di lavoro autonomo), il punteggio attribuito per ognuno di essi, anche sulla base di più periodi d’imposta, sia pari o superiore a quello minimo individuato per l’accesso ai benefici.

Bonus Idrico, tempo fino al 30 giugno per inoltrare le richieste di rimborso

È stato fissato al 30 giugno prossimo il termine per poter inoltrare le domande di rimborso delle spese sostenute nel corso dell’anno 2021 per gli interventi di efficientamento dei consumi idrici, come previsto dall’iniziativa ‘Bonus idrico’ del Ministero della Transizione Ecologica (DM n. 395 del 27/9/2021).
Fino a quella data, collegandosi all’indirizzo https://www.bonusidricomite.it sarà possibile accedere al rimborso – fino a 1.000 euro per ciascun beneficiario – per gli interventi (effettuati nel 2021) di sostituzione di vasi sanitari in ceramica con nuovi apparecchi a scarico ridotto e di apparecchi di rubinetteria, soffioni doccia e colonne doccia esistenti con nuovi apparecchi a limitazione di flusso d’acqua.