Dal CNDCEC – Sostenibilità, documento sulle opportunità per pmi e professionisti

“Informazioni sulla sostenibilità per le piccole imprese, le opportunità per i professionisti” è il titolo di un documento dell’ International Federation of Accountants (IFAC), tradotto dal Consiglio nazionale dei commercialisti. L’IFAC, organismo di cui il Consiglio nazionale fa parte, ritiene che le informazioni sulla sostenibilità siano già diventate cruciali per piccole e medie imprese e piccoli e medi studi. La pubblicazione illustra alcuni dei vantaggi di cui le PMI potrebbero beneficiare utilizzando le informazioni sulla sostenibilità e evidenzia la gamma di servizi che i professionisti possono fornire, inclusi incarichi di consulenza, di reporting, incarichi per lo svolgimento di procedure concordate (Agreed-Upon Procedures -AUP) e incarichi di assurance. Indica inoltre in che modo i piccoli e medi studi professionali possono creare competenze, conoscenze e adottare le prime misure. Il documento esamina anche
l’impatto che un approccio sostenibile può avere sulla vita delle aziende a partire dalla pianificazione strategica, per arrivare a considerare i riflessi sul risk management e sul “pensiero integrato”, gli aspetti legati all’informativa e alla comunicazione esterna, nonché il rapporto tra l’impresa e il professionista.


Secondo il presidente nazionale dei commercialisti, Elbano de Nuccio, quello della sostenibilità “è un tema strategico, di cui i commercialisti intendono essere protagonisti nei prossimi anni”.


Proprio a sostenibilità e economia circolare è dedicato un convegno nazionale della categoria, in programma a Bologna il 14 e 15 ottobre. La delega alla materia in seno al Consiglio nazionale è stata affidata al neoconsigliere nazionale ed ex ministro dell’ambiente, Gian Luca Galletti.


L’orientamento verso la sostenibilità, che ha da subito trovato grande riscontro nelle multinazionali e nelle imprese di grandi dimensioni, secondo de Nuccio “deve essere attenzionato anche dalle piccole e medie imprese che, sebbene singolarmente prese non hanno un grande impatto in questo ambito, costituiscono l’ossatura del tessuto economico nazionale ed europeo e, per questo, possono
incidere fortemente con il loro comportamento sulla qualità della vita delle comunità di riferimento. Seppur, quindi, il tema è stato introdotto in Italia con l’implementazione della Direttiva Non Finanziaria (NRFD) con d.lgs n.254 del 30 dicembre 2016, che ha come riferimento le grandi imprese, notevoli sono gli sviluppi applicativi attesi, sia per la pubblicazione della “nuova” Direttiva sul Corporate
Sustainability Reporting Directive (CSRD) che dovrebbe ampliare il perimetro di adozione, sia per la naturale evoluzione della disciplina, che sta seguendo un trend di espansione cha appare irreversibile. In questo contesto – prosegue – la professione contabile può essere un punto di riferimento per la diffusione di best practices che risultano maggiormente adatte a comunicare l’attitudine delle
organizzazioni aziendali a creare valore per le comunità di riferimento nel breve e nel medio-lungo periodo. Il percorso della creazione di specifiche competenze sulla materia è una sfida importante per i commercialisti interessati a dotarsi di una specifica professionalità sul mercato, a cui spetta anche il compito di indicare alle aziende i vantaggi competitivi derivanti da un atteggiamento responsabile
verso la società e l’ambiente”.

Fondo PMI creative – via alle istanze

Dalle ore 10:00 del 5 luglio 2022 apre, infatti, lo sportello per l’invio delle domande per la linea di intervento a sostegno dell’avvio, lo sviluppo e il consolidamento delle imprese dei settori della cultura e dell’arte, della musica e dell’audiovisivo.
Le agevolazioni sono concesse fino a una percentuale massima di copertura delle spese ammissibili pari all’80%, articolata come segue:
-Una quota massima pari al 40% delle spese ammissibili nella forma del contributo a fondo perduto;
-Una quota massima pari al 40% delle spese ammissibili, sotto forma di finanziamento a tasso zero, della durata massima di 10 anni.
Le imprese creative che si qualificano come start-up innovative o come PMI innovative possono richiedere la conversione di una quota del finanziamento agevolato in contributo a fondo perduto a fronte di investimenti nel relativo capitale di rischio, attuato da investitori terzi. Il finanziamento agevolato è convertibile in contributo a fondo perduto per un importo pari al 50% delle somme apportate dagli investitori terzi e, comunque, fino alla misura massima del 50% del finanziamento concesso.
Sono finanziabili i progetti di importo non superiore a 500.000 euro, al netto di IVA, da realizzare entro 24 mesi decorrenti dalla data di sottoscrizione del provvedimento di concessione dell’agevolazione.
Come si presenta la domanda
Per presentare la domanda è necessario collegarsi all’indirizzo che verrà attivato in concomitanza con l’apertura dello sportello.
Per poter effettuare l’invio, occorrerà digitare il “codice di predisposizione della domanda” generato dalla piattaforma di compilazione, operativa dal 20 giugno scorso.
L’accesso è consentito dalle 10.00 alle 17.00 nei giorni feriali, fino a esaurimento fondi, pari a complessivamente a 28 milioni di euro.
La procedura di invio della domanda si concluderà con l’assegnazione del numero di protocollo e l’attestazione di avvenuta presentazione della domanda